Strategia per le operazioni straordinarie

Nel pianificare ed eseguire le operazioni straordinarie è opportuno analizzare quali sono le motivazioni alla base delle stesse. Con il termine operazione straordinaria si fa riferimento a un’ampia classe di operazioni volte a riconfigurare la struttura aziendale, le risorse patrimoniali, i profili gestionali e organizzativi, gli assetti di governo e le risorse umane; si pone, quindi, l’accento sulla straordinarietà, sull’eccezionalità dell’operazione rispetto all’ordinaria attività caratteristica e sul fatto che essa incide profondamente nella vita aziendale.

Le operazioni straordinarie, nello specifico, possono essere la trasformazione, la fusione, la scissione, il conferimento, la cessione e la liquidazione; sono attività di finanza straordinaria di impresa che modificano l’assetto proprietario di due o più entità aziendali. Le logiche sottostanti alle operazioni straordinarie possono essere raggruppate nelle seguenti macro-categorie:

  • riassetto organizzativo
  • concentrazione
  • riduzione del rischio aziendale
  • creazione/organizzazione di un gruppo
  • miglioramento del merito creditizio
  • passaggio generazionale
  • disinvestimento da parte della proprietà
  • tax planning
  • possibile quotazione in borsa

Indubbiamente, le operazioni straordinarie rappresentano un valido strumento di crescita, attraverso il quale aumentare il valore dell’azienda e creare un forte distacco dai competitor; rappresentano, altresì, il punto di arrivo di un processo estremamente complesso, articolato su più fasi ove le parti direttamente implicate (azionisti, amministratori, manager) devono essere assistiti da consulenti altamente specializzati che hanno il compito di proporre l’operazione, effettuare l’analisi economico-finanziaria e assistere le parti nelle trattative.

Quindi, prima di intraprendere un operazione straordinaria bisogna aver definito gli obiettivi strategici da compiere, avere una chiara visione del settore, del posizionamento competitivo dell’impresa, dei propri punti di forza e di debolezza. In altre parole, le scelte effettuate in sede di pianificazione dell’operazione devono essere sostenute da dati e scenari logicamente dimostrabili.

Risulta, quindi, fondamentale l’apporto che può dare il consulente che in questa fase assume la veste di “advisor” in modo tale che supporti la Società nel definire l’indirizzo strategico, cercando di massimizzare il risultato e minimizzare i tempi dell’operazione. Il processo di analisi noto come due diligence review consta di una serie di studi effettuati sulle imprese che partecipano all’operazione, analizzando ogni singolo aspetto dell’operazione, con il fine ultimo di garantirne l’efficienza e fornire una valutazione oggettiva e razionale.

 

Bibliografia

Gillio L., Il ruolo dell’advisor nel processo di M&A, Knet Project, Settembre 2017.

Augusta M., Baccarlino M., Fabris A., Greco M.E., Processi di integrazione organizzativa a valle di operazioni di M&A, Fondazione Istud, Gennaio 2016.

Maffei A., La due diligence nelle operazioni di Merger & Acquisition, Ipsoa Quotidiano, estratto dal 56° Congresso Naz.le UNGDCEC, Aprile 2018.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *